L’attenzione posta in Sme.up alle componenti strutturali
fino dalla progettazione appare evidente da uno sguardo
alla struttura interna che si basa su alcuni originalissimi
presupposti:
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tecnologia ad “armadio di cablaggio”
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indipendenza dal data base applicativo |
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gestione ad “oggetti
applicativi” |
Questa tecnica, mutuata da chi costruisce impianti elettrici,
garantisce che ogni componente può essere sostituito
con uno più performante senza creare all’utente
difficoltà o discontinuità.
La ‘connessione’ infatti non avviene attraverso
N interscambi tra i diversi moduli applicativi ma tramite
un solo punto che collega ciascuno di essi alla struttura
tecnologica di base, che si fa carico poi di coordinare
tutte le interazioni.
| Indipendenza
dal Data Base applicativo |
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Anziché indirizzare direttamente da programma
alla struttura fisica dei dati (anagrafiche, movimenti,
…), Sme.up comincia ogni azione puntando ad una
tabella che contiene i riferimenti al data base applicativo
in uso.
Questo significa che è possibile gestire nuove
parti di programma attraverso Sme.up (ad esempio la
produzione) assieme ad altre di struttura diversa, senza
dover realizzare connessioni o trasformare la struttura
fisica dei dati attraverso complesse fasi di conversione.
Senza entrare nel dettaglio tecnico,
si tratta di una struttura capace di raccogliere e
coordinare informazioni relative ad uno stesso “oggetto”
(il cliente, l’articolo, l’ordine, la
distinta base, …), mettendole a disposizione
delle funzionalità applicative.
Ad esempio, attraverso le funzioni base di Sme.up
è possibile “agganciare” ai dati
classici dell’anagrafica Cliente, che il vostro
ERP già gestisce, anche quelli relativi alle
persone che operano presso il Cliente stesso, nel
caso si voglia iniziare ad operare con un CRM (Customer
Relationship management). Poi, naturalmente, devono
essere realizzate le funzionalità applicative
che interessano, magari scegliendole tra quelle già
disponibili nel nostro applicativo.