Journey to Cloud: come affrontare la migrazione

journey to cloud
In un mondo aziendale dettato da molteplici cambiamenti, è fondamentale conoscere le proprie esigenze IT che sicuramente variano di anno in anno se non di mese in mese.
Attualmente, un’adeguata e moderna struttura IT, è necessaria per innovare e collaborare in modo più efficace. Pianificare il Journey to Cloud può essere la svolta che stavi cercando.

La migrazione al Cloud: Cos’è e perché è importante

La Cloud Migration è un processo informatico che ha come obiettivo quello di spostare i dati e le applicazioni in un ambiente Cloud.
Il processo di migrazione può avvenire in due modi:

Da un
DATACENTER
on premise al
CLOUD
Da un Cloud
all’altro
CLOUD TO CLOUD

Essenzialmente questo processo permette di aumentare il livello di sicurezza e garantire la continuità operativa; va considerato però che non tutti i carichi di lavoro possono trarre beneficio da un’infrastruttura Cloud, ecco perché c’è bisogno di un’attenta analisi e di una strategia ben studiata.
Ma andiamo con ordine…

Cloud Privato, Pubblico o Ibrido?

Prima di analizzare nel dettaglio le varie fasi per una migrazione in Cloud, è necessario conoscere le opzioni disponibili nella scelta dell’ambiente.
Esistono infatti tre opzioni tra cui scegliere: Private Cloud, Public Cloud e Hybrid Cloud.

Private Cloud

Si tratta di un ambiente informatico dedicato esclusivamente a una singola organizzazione e gestito internamente o da terze parti. Questo modello riguarda infrastrutture dedicate completamente a un singolo cliente, motivo per cui viene considerato come il più riservato.

Public Cloud

In questo caso i servizi vengono erogati da grandi datacenter attraverso risorse hardware condivise ma separate logicamente da tecnologie software. La differenza maggiore con il Private Cloud è la flessibilità e la quantità di servizi disponibili.

Hybrid Cloud

Essendo ibrido è composto da due o più cloud (sia privati che pubblici) che rimangono distinti ma allo stesso tempo integrati, questa tipologia di ambiente cerca di sfruttare i vantaggi dei due modelli precedenti.

Non esiste una scelta migliore dell’altra, bensì la scelta giusta e più adatta alla tua strategia di migrazione.

Fasi per una migrazione di successo

Eccoci arrivati alla determinazione del nostro Journey to Cloud. Prima di iniziare c’è una tappa zero da rispettare, fondamentale per qualsiasi decisione in qualsiasi campo, l’analisi.
La fase Cloud Impact Analysis serve infatti per avere un quadro chiaro della situazione e delle motivazioni che hanno portato alla migrazione verificando tutti i possibili vantaggi del passaggio al Cloud.
Una volta analizzata la situazione attuale ci sono alcuni step da cui passare:

fasi migrazione cloud
Pianificazione

Necessaria per capire quale strategia adottare tra le sei possibili identificate da Gartner, conosciute come le 6R, a seconda della maturità del parco applicativo che deve essere migrato; non mi dilungo ulteriormente (sarà il tema del prossimo capitolo) ma vi elenco queste 6 strategie: Re-hosting / Replatforming / Repurchasing / Refactoring / Retiring / Retaining.

Progettazione

Ora che avete scelto la strategia più adatta alla vostra azienda, è giunto il momento di scegliere la tipologia di Cloud tra quelle descritte in precedenza: pubblico, privato o ibrido con la possibilità di affidarsi a società specializzate quali Google, Azure o AWS.
Come detto in precedenza la scelta giusta è quella che risponde alle vostre esigenze attuali e soprattutto future; è in questo momento che può essere utile affidarsi a uno specialista.
Inoltre è necessario classificare i dati e le app da migrare in ordine di priorità, in base all’impatto sul business e agli sforzi di migrazione richiesti; tutto questo per avere un piano d’azione cronologicamente chiaro e programmato.

Migrazione

Eccoci arrivati alla parte pratica del processo, la migrazione vera e propria che, se pianificata e progettata correttamente, permette di affrontare in modo semplice e strutturato il percorso.
Esistono comunque alcuni accorgimenti e problematiche da tenere presenti come il rispetto delle policy di sicurezza e la pianificazione dei backup.

Convalida

Migrazione finita, è stato un successo? Non puoi dirlo senza prove e per averle ti basterà eseguire un confronto di prestazioni delle applicazioni prima e dopo lo spostamento.

Strategie di migrazione

strategie-di-migrazione

Come anticipato in precedenza esistono diverse strategie di migrazione, per la precisione quelle definite dall’analista Gartner sono 6, le 6R.

Re-hosting (“lift and shift”)

La più adatta per le aziende che non intendono stravolgere l’infrastruttura, bensì semplicemente creare una copia esatta del proprio ambiente attuale nel Cloud.
In questa strategia la velocità di migrazione è il vantaggio principale e va incontro a quelle realtà che hanno costi elevati di gestione, aggiornamento e manutenzione delle infrastrutture on premise.

Replatforming

Questa strategia è una variazione della precedente in quanto l’architettura core delle applicazioni rimane la stessa, sono previste solo alcune modifiche per ottimizzare la migrazione.
In questo modo l’azienda può aumentare con il tempo la fiducia verso le soluzioni cloud ottenendo vantaggi come l’incremento delle prestazioni di sistema.

Repurchasing

Il riacquisto consiste nello spostamento delle applicazioni verso un nuovo prodotto nativo del cloud e comporta una grande sfida: la perdita di familiarità del codice esistente e la conseguente formazione del team sulla nuova piattaforma.
Superata questa sfida è oggettivo che si tratti dell’opzione economicamente migliore per chi presentava un panorama legacy fortemente personalizzato.

Refactoring

Chiamato anche rearchitecting prevede la ricostruzione delle applicazioni da zero.
È la scelta fatta da chi ha l’esigenza di sfruttare le capacità del cloud che non sono disponibili nell’ambiente attuale.
Rappresenta la strategia più costosa ma anche la più compatibile con le versioni future.

Retiring

Con ritiro si intende la disattivazione di alcune applicazioni che non si ritengono più necessarie, questo succede quando un’azienda accerta che la propria gamma di applicazioni è pronta per il cloud e si accorge di averne di superflue.
Ne conseguono ovviamente dei risparmi e talvolta un avvaloramento del business case per le applicazioni pronte alla migrazione.

Retaining

Rappresenta l’ultima strategia e prevede la non adozione del cloud; infatti, non per tutte le realtà aziendali il cloud rappresenta la soluzione.
Se un’azienda si accorge che questo cambiamento non rientra ancora tra le priorità, la strategia da adottare è quella del riesame del cloud computing in una data successiva.

Complessità di migrazione

È oggettivo che in qualsiasi progetto possa capitare un imprevisto o possano presentarsi delle complessità che minano la buona riuscita, in questo caso, della migrazione.
Il compito fondamentale dei tecnici è quello di garantire una migrazione delle applicazioni e dei dati lineare, ma è giusto sottolineare che esistono scenari critici, vediamo quali.

Interruzione dell’operatività

Non sempre succede ma il processo di migrazione potrebbe comportare l’interruzione, anche solo temporanea, dei servizi principali; qui torniamo a parlare del ruolo fondamentale ricoperto dal backup che permette un rapido ripristino dei dati ed elimina o riduce al minimo eventuali tempi di inattività, garantendo la sicurezza dei dati.

Sicurezza

Il tema della sicurezza è estremamente importante e lo affronteremo più nel dettaglio in seguito. In generale il problema maggiore deriva dal fatto che durante lo spostamento verso il cloud, i dati aziendali si troveranno al massimo della vulnerabilità; in questi casi, i rischi di violazione posso essere evitati grazie ad una corretta gestione del controllo accessi e all’uso della crittografia.

Formazione del personale

Quest’ultimo punto rappresenta uno scenario critico in quanto da un lato è vero che basterebbe formare il personale attuale all’utilizzo della nuova piattaforma cloud, ma dall’altro bisogna valutare con attenzione la possibilità di inserire una nuova figura a sostegno dell’organico attuale per non farsi cogliere impreparati.

I vantaggi ottenibili dalla scelta di una migrazione in cloud


Riduzione dei costi di hosting

Parlando di cloud spariranno, di conseguenza, tutti i costi relativi al mantenimento di server fisici.

Scalabilità e flessibilità


I servizi basati su cloud adattano automaticamente la capacità in base alla domanda crescente o fluttuante, in questo modo si può diminuire o incrementare le risorse a disposizione per svolgere una determinata funzione.
In quanto a flessibilità invece, i servizi cloud permettono ai team di modificare o ampliare le risorse in qualunque momento e ovunque si trovino.

Ripristino di emergenza


Fondamentale per tutte le aziende, storicamente costosa per quelle più piccole, è l’implementazione di soluzioni di backup e ripristino che richiedono meno tempo e un investimento iniziale ridotto.

Aumento del livello di sicurezza


Come vedremo nel prossimo capitolo, grazie all’archiviazione dei dati sensibili e delle app in un unico repository, il cloud offre maggiore sicurezza rispetto ai data center.

Sicurezza

È una delle obiezioni più gettonate durante una discussione e uno dei motivi per cui molte aziende rinunciano a una soluzione cloud: “Ma per quanto riguarda la sicurezza dei miei dati? Chi li sorveglia? Sono veramente più al sicuro in cloud?”
Per rispondere a tutte queste domande e a molte altre che orbitano attorno al problema/vantaggio sicurezza è sufficiente adottare una serie di strategie per ottenere una configurazione della sicurezza nel cloud.

Prima di tutto è opportuno sapere che i dati sono nel cloud, quindi su internet, ma ovviamente, come per Gmail o per l’Home Banking, è necessario un sistema di autenticazione (es. nome utente e password) per accedervi; detto questo e fatto chiarezza sul principale pregiudizio del cloud possiamo analizzare le strategie di configurazione.

Una strategia fondamentale è rappresentata dalla gestione dell’identità e degli accessi. Il sistema di Identity and Access Management serve per controllare l’accesso alle informazioni e permette di decidere chi può accedere ai dati e in che misura.
Solitamente questo sistema viene affiancato alla strong authentication, un’ulteriore sicurezza in caso di furto di credenziali.

Anche la crittografia è essenziale per trasferire e prelevare dati dal cloud in completa sicurezza. Questa tecnologia permette di proteggere i dati codificandoli e rendendoli impossibili da decifrare senza una chiave di codifica.
In pratica anche in caso di furto i dati sarebbero inutilizzabili in quanto illeggibili.
E per essere sicuri che tutte le nostre strategie funzionino sempre al meglio? Semplice! Grazie ai test di vulnerabilità del cloud è possibile attaccare la vostra stessa infrastruttura per verificarne l’efficacia e apportare migliorie in caso di eventuali punti deboli.

I consigli di smeup

Abbiamo selezionato i punti di forza del cloud:

  • Concentrazione sul proprio core business: non dover gestire l’IT è un aspetto che aiuta l’azienda a concentrarsi sul proprio mercato senza disperdere preziose energie
  • Può essere utilizzato da chiunque: dalle grandi organizzazioni fino ai liberi professionisti; chiunque trovi giovamento e praticità dalla possibilità di connettersi ai propri dati da qualsiasi luogo e dispositivo connesso ad Internet
  • Riduzione della formazione per gli utenti: già abituati a lavorare su strumenti standard
  • Accesso da sedi diverse da quella aziendale: spesso non ha nessuna differenza con quello dalla propria postazione di lavoro, con tutti gli ovvi benefici che ne derivano
  • Soluzione sostenibile: nel centro dati adibito per offrire un cloud server si utilizzano forme di elettricità ricavata da fonti rinnovabili. E’ implementato un processo efficiente per l’alimentazione, il raffreddamento e la protezione antincendio

Proponiamo ai nostri clienti servizi di BaaS (Backup as a Service) di ambienti fisici e virtuali e servizi di DRaaS (Disaster Recovery as a Service), pensati per rendere semplice la ripartenza dei sistemi del cliente in caso di fail del datacenter principale.

Per concludere mettiamo a disposizione un’infrastruttura IT dinamica completamente virtualizzata per ambienti Open e IBM Power Systems, che può scalare facilmente verso l’alto; questa piattaforma è stata integrata con tecnologie di backup e replica multi piattaforma capaci di garantire massima sicurezza ed il rispetto dei Service Level Agreement offerti ai clienti.

Conclusioni

Il Cloud è diventato molto più che un tipo di tecnologia, rappresenta un simbolo della rivoluzione che sta cambiando la natura di tutte le aziende, indipendentemente dalla loro dimensione. Quindi perché passare al Cloud? Per percorrere la strada dell’innovazione aziendale.


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