{"id":51813,"date":"2020-10-24T06:00:49","date_gmt":"2020-10-24T04:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/smeupnew.it\/magazine\/blog\/azure-active-directory\/"},"modified":"2025-08-05T17:51:12","modified_gmt":"2025-08-05T15:51:12","slug":"azure-active-directory","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.smeup.com\/magazine\/blog\/azure-active-directory\/","title":{"rendered":"Da Active Directory ad Azure AD: Gestiamo la coesistenza per governare il cambiamento"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400\">Penso sia stato uno dei pochi eventi ufficiali di Microsoft a Vicenza, la citt\u00e0 in cui vivo, ma l\u2019importanza del lancio di Windows 2000 Server e del suo servizio principale, l\u2019Active Directory, giustificava la presenza di Microsoft in piazze \u201cminori\u201d. Da subito capii l\u2019importanza che avrebbe assunto l\u2019<strong>Active Directory<\/strong> in tutte le organizzazioni e iniziai a formarmi in tal senso, accettando di buon grado gli \u201csfott\u00f2\u201d dei colleghi estimatori di \u201cNovell Directory Services\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Non si contano i domini Windows NT4 che, nei successivi 3, 4 anni, migrai verso Active Directory. Le aziende impiegarono alcuni anni per prendere coscienza dei benefici offerti da Active Directory, ma oggi, quante sono le aziende che non la utilizzano?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Grazie ad essa si superarono i confini dei domini NT4, molto limitati a causa dei vincoli tecnici della <\/span><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Domain_controller_%28Windows%29\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400\">replica a Master Singolo<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\"> e questa esigenza di \u201callargamento dei confini\u201d la vedo ripetersi oggi; la \u201c<strong>governance<\/strong>\u201d che le organizzazioni esercitano all\u2019interno della propria foresta (o foreste) AD, vogliono esercitarla quando dispositivi e utenti si collegano da reti meno sicure: internet.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">I miglioramenti in termini di sicurezza, efficienza e flessibilit\u00e0 del lavoro sono di immediata percezione, ma lo \u00e8 anche la complessit\u00e0 dell\u2019architettura che il personale IT deve gestire.<\/span><\/p>\n<h2>Corretto, ma da dove cominciamo?<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">A mio avviso ci sono delle regole, meglio, dei \u201ccomandamenti\u201d, ai quali bisogna attenersi.<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400\">Centralizzazione delle identit\u00e0<\/span><\/em><span style=\"font-weight: 400\"><em>:<\/em> <\/span><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400\">gli \u201coggetti\u201d della mia organizzazione devono essere gestiti da un solo punto.<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-weight: 400\">Identificazione inequivocabile<\/span><\/em><span style=\"font-weight: 400\"><em>:<\/em> <\/span><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400\">ogni accesso alle risorse aziendali deve essere identificato con certezza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Iniziamo dalla centralizzazione delle identit\u00e0. Facile. Questo problema lo abbiamo gi\u00e0 risolto adottando l\u2019Active Directory, ma, purtroppo, la nostra Active Directory non si estende al di fuori della rete locale. Tuttavia, \u00e8 possibile \u201c<strong>replicare<\/strong>\u201d una parte della nostra AD e renderla accessibile dall\u2019esterno, in sicurezza, mettendo a disposizione un servizio di autenticazione e di autorizzazione con \u201cWeb Based Protocols\u201d quali SAML, OAuth+OID Connect. Il servizio di directory disponibile sul web si chiama Azure Active Directory (AAD).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Questo permette di identificare <strong>inequivocabilmente<\/strong> l\u2019utente. Ma come posso identificare il dispositivo?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Semplice. (Beh! non proprio \ud83d\ude42 ) Con lo stesso strumento con cui sincronizziamo gli utenti, sincronizziamo i computer (alias Dispositivi) e, cos\u00ec come effettuiamo il join dei dispositivi ad Active Directory on-prems, effettuiamo il join degli stessi ad Azure AD. Questo \u201cdoppio join\u201d prende il nome di Azure AD Hybrid Join.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Da qui possiamo partire per superare tutti i confini e accedere alle opportunit\u00e0 offerte da cloud, anzi dal MultiCloud. La gestione centralizzata continuiamo a farla con i cari, vecchi, Active Directory Domain Services (ADDS).<\/span><\/p>\n<h2>Parliamo di sicurezza<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La <strong>sicurezza<\/strong> \u00e8 un argomento troppo vasto, ma voglio spendere due parole su un paio di strumenti per aumentarne il livello.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Sappiamo identificare l\u2019utente e il dispositivo dal quale si collega, ma questo non \u00e8 sufficiente a garantire la tranquillit\u00e0 della connessione. Vogliamo avere la certezza che la persona sia realmente chi dice di essere e che il dispositivo sia conforme alle nostre politiche di sicurezza.<\/span><\/p>\n<h3><em>MultiFactor Authentication (MFA)<\/em><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La garanzia sulla persona si ottiene chiedendo una conferma con un secondo fattore di <strong>autenticazione<\/strong> (ad esempio un codice inviato via SMS o una richiesta di conferma al dispositivo mobile). Uno <\/span><a href=\"https:\/\/techcommunity.microsoft.com\/t5\/azure-active-directory-identity\/your-pa-word-doesn-t-matter\/ba-p\/731984\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400\">studio di Microsoft<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\"> mostra che la possibilit\u00e0 di compromissione delle credenziali si riduce del 99,9% in presenza di MFA.<\/span><\/p>\n<h3><em>Conditional Access<\/em><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Basandosi su alcuni segnali che arrivano dalla richiesta di connessione alla risorsa (ad esempio la rete sorgente, il dispositivo, la presenza di un antivirus aggiornato o altro) possiamo prendere una decisione (ad esempio bloccare l\u2019accesso, richiedere la MFA o limitare le funzionalit\u00e0 dell\u2019applicazione)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Queste due funzionalit\u00e0 sono offerte dalle versioni <\/span><a href=\"https:\/\/azure.microsoft.com\/it-it\/pricing\/details\/active-directory\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400\">premium di Azure AD<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\">. La MFA per le applicazioni della suite Microsoft 365 sono disponibili anche in <\/span><a href=\"https:\/\/azure.microsoft.com\/it-it\/pricing\/details\/active-directory\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-weight: 400\">Azure AD per Office 365<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400\">.<\/span><\/p>\n<h2>Mi avete convinto, iniziamo<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Tutte le foreste ADDS che migrai da Windows NT sono ancora operative o, sono state consolidate in altre foreste ADDS. I tecnici delle organizzazioni per le quali abbiamo lavorato sanno che il mio approccio ad una Active Directory che presenta errori o progettata male \u00e8 sempre quello di preservare e correggere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">La stessa lunga vita va assicurata in questa fase di estensione al cloud. Bisogna quindi considerare questi aspetti:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\"><strong>Conoscenza<\/strong> dell\u2019organizzazione aziendale<\/span><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400\">E\u2019 fondamentale conoscere molto bene l\u2019organizzazione aziendale, le persone, le applicazioni utilizzate e per questo \u00e8 necessaria la composizione di una squadra che riesca a raccogliere e formalizzare tutte queste informazioni<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><span style=\"font-weight: 400\"><strong>Conoscenza<\/strong> del campo di gioco<\/span><span style=\"font-weight: 400\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400\">Servono spiccate competenze tecniche per progettare e implementare queste soluzioni che costituiranno il \u201ccampo di gioco\u201d. I giocatori saranno le applicazioni, che potranno cambiare nel tempo. Ma se il campo di gioco non c\u2019\u00e8 o se il terreno \u00e8 dissestato, i giocatori non potranno scendere in campo o non si esprimeranno al meglio<\/span><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\"><strong>Adozione graduale<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-weight: 400\">Dopo aver creato il \u201ccampo di gioco\u201d \u00e8 bene iniziare con un ristretto gruppo di persone e dispositivi<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<h2>E poi?<\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Bella domanda. Quando creavo le prime foreste AD non avrei mai pensato allo scenario che oggi chiamiamo Cloud, ma penso di non sbagliare considerando Azure Hybrid AD Join un passo per arrivare ad una centralizzazione delle identit\u00e0 \u201cFully Cloud\u201d.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400\">Un passo necessario sul quale dobbiamo porre la massima attenzione per governare, e non subire, questa fase di coesistenza e rendere la nostra organizzazione \u201cCloud Opportunity Ready\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong>Enrico Giacomin<br \/>\n<\/strong><em>Solution Designer &#8211; SMEUP ICS<br \/>\n<\/em><a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/egiacomin\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">My LinkedIn Profile<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Azure Active Directory (AAD) rappresenta la transizione strategica da Active Directory, centralizzando la gestione delle identit\u00e0 e rafforzando la sicurezza nel cloud, anche con coesistenza graduale dei 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