Gli effetti del lockdown sul lavoro e sulle donne in smart working

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Il lockdown è stato un periodo che ha avuto pesanti ripercussioni su molti aspetti sia per quanto riguarda la sfera privata sia per quanto riguarda la vita lavorativa. 

Ha stravolto le nostre abitudini e la nostra routine, così come gli schemi operativi del nostro modo di lavorare.
Se per certi versi è stata l’occasione per rimettersi in discussione e trovare il coraggio per scostarsi da vecchi paradigmi, dall’altro lato ha fatto emergere alcune disparità che già esistevano, come la disparità di genere sul lavoro. 

Sì perché uomini e donne in smart working non hanno vissuto la stessa esperienza. Da un un sondaggio online promosso dalla Fondazione Libellula, è emerso che in questo periodo le donne si sono ritrovate chiuse in casa dividendosi tra lavoro da remoto, cura dei figli e cura della casa. Un’immagine da età arcaica che si ripropone in chiave moderna. 

Lo Smart working alimenta le disparità di genere?

Il questionario, a cui hanno risposto circa 100 lavoratori di cui circa la metà con figli, ha evidenziato il fatto che la combinazione tra smart working e lockdown, che ha costretto i lavoratori a passare il proprio tempo sia lavorativo che personale all’interno della propria abitazione, ha fatto riemergere la disparità di genere.

Sembrano infatti essere tornati in auge alcuni stereotipi, come ad esempio quello che vede le donne impegnate nella cura della casa e dei figli più che del lavoro. 

Molte donne in questo periodo infatti hanno usufruito del congedo parentale per dedicarsi alla cura dei figli: 30% contro 1,4% degli uomini intervistati. 

Ma non solo. Oltre alla sfera lavorativa, le differenze si sono manifestate anche a livello di ruoli all’interno del nucleo familiare. Le donne in smart working hanno impiegato il proprio tempo libero per dedicarsi alla cura della casa e dei figli (47,7%, contro il 30,4% degli uomini), mentre quella degli uomini è stata l’intrattenimento come musica, film, tv, giochi e hobby personali (63,4%, contro un 35,1% delle donne).

Sicuramente, il lockdown ha amplificato questi effetti, ma ha fatto emergere con dirompenza l’urgenza di una ridefinizione di paradigmi e ruoli per riequilibrare il connubio tra vita lavorativa e vita privata e soprattutto il delicato equilibrio tra uomini e donne in smart working ma anche e soprattutto nella vita di tutti i giorni .


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