Sme.UP ERP e gli oggetti remoti – parte 1

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Nel mondo informatico moderno aziende e organizzazioni leader nel loro campo mettono a disposizione servizi per qualsiasi tipo di esigenza. Pensiamo ai servizi di storage di AWS o di Google, alle previsioni meteo o di borsa, ai servizi cloud di riconoscimento di immagini, di traduzione testi, di calcolo matematico, etc…

Un buon ERP, per fornire soluzioni complete, deve essere in grado di integrarsi con servizi esterni, e non solo con quelli più utilizzati sul mercato ma anche con servizi custom o altamente specifici utilizzati dai propri clienti. 

Fortunatamente da diversi anni esistono delle convenzioni condivise per esporre servizi che fanno capo ai protocolli SOAP e REST. Entrambi si appoggiano per la comunicazione al protocollo http (si parla infatti di web services).  SOAP è il protocollo più vecchio ma è ancora largamente utilizzato, soprattutto in ambito bancario, gestionale e assicurativo, mentre REST più giovane è il più largamente adottato in quanto più light e più semplice da interfacciare rispetto al SOAP.

Sme.UP ERP è in grado di integrare chiamate a web services di tipo SOAP e REST tramite semplici configurazioni che si possono aggiungere all’interno del sistema. Sono i cosiddetti script del costruttore LOA38

E grazie alla nuova UPP recentemente sviluppata è ora possibile, anche in questo caso semplicemente tramite configurazioni, definire oggetti e attributi remoti, ovvero oggetti e attributi che ricavano i loro valori da chiamate a web services.

Oggetti remoti

Pensiamo di voler recuperare i listini dei nostri fornitori non dal database interno dello Sme.UP ERP ma da un qualsiasi web service esterno, ad esempio da Ebay, invece che inserendoli nel database interno dello Sme.UP ERP. 

Pensiamo di voler integrare nel sistema tutti i video del nostro account aziendale su YouTube in maniera da listarli e interrogarli come listiamo ed interroghiamo qualsiasi altro oggetto Sme.UP. Oppure di voler integrare in Sme.UP la lista dei nostri appuntamenti su Google Calendar.

E’ tutto possibile. 

Basta configurare il relativo webservice in Sme.UP ERP e configurare che il determinato tipo di oggetto in Sme.UP (nuovo tipo o tipo già presente) ricavi i propri dati da quel webservice. 

Si noti che è possibile integrare webservices con o senza autenticazione e che sono supportati diversi tipi di autenticazione quali ad esempio Oauth2 o AWS.

In questa figura vediamo un esempio di oggetti remoti con autenticazione Oauth2 (visualizzazione in Looc.UP): la lista dei computer venduti su Ebay. Tale lista è ottenuta interrogando il webservice di Ebay che restituisce i prodotti venduti a seconda di una data stringa di ricerca.

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Questi sono i file in Google Drive che corrispondono a quelli ottenuti sulla scheda.

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Aggiungendo un nuovo file in Google Drive e refreshando la console Sme.UP lo si vedrà nella lista.

In questa figura vediamo un esempio di oggetti remoti ottenuti con autenticazione tramite api key (visualizzazione in Looc.UP). Esso mostra la prima pagina della lista degli artisti del database https://www.discogs.com/it/search, ottenuta facendo una chiamata al web service degli artisti di discogs. Cliccando su ciascun artista si notano due attributi specifici dell’oggetto (uri e profile) ottenuti da una chiamata al webservice di dettaglio dell’artista passando come parametro l’identificativo dell’artista.

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Nel prossimo articolo parleremo invece di Attributi Remoti.

Stay tuned!


Chiara Zambelli

Chiara Zambelli
Responsabile CI/CD – Gruppo Sme.UP
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