Falsi miti sul lavoro agile, opportunità o minaccia?

falsi-miti-lavoro-agile

Attualmente il termine lavoro da remoto è diventato sempre più utilizzato ma in pochi pensano di utilizzarlo anche dopo l’emergenza che stiamo vivendo.
In molti, infatti, vedono il lavoro da remoto come una situazione temporanea e non come un cambiamento a lungo termine; questa scelta è dovuta anche alla poca informazione e alla credenza di falsi miti sul lavoro agile.

False credenze sul lavoro da remoto

Come detto in precedenza, il lavoro da remoto è considerato come una condizione imposta, temporanea e per molti considerata negativa per una serie di motivi che in realtà non sono veritieri; eccone alcuni:

Diminuzione della produttività

Il primo pensiero che si insinua nella testa del responsabile di team è che senza il contatto diretto con i propri collaboratori, quest’ultimi non svolgano le loro attività con la stessa efficienza dell’ufficio e che quindi diminuisca la produttività aziendale.
In realtà, grazie a questa libertà del lavoro da remoto, i lavoratori sono più rilassati e spesso lavorano anche oltre l’orario lavorativo abituale.

Assenza del fattore squadra

È vero che lavorando da casa non hai il team di lavoro fisicamente attorno a te, ma questo non significa automaticamente che il collaboratore si senta isolato o debba necessariamente lavorare sempre da solo.
La comunicazione tra colleghi deve continuare ad esistere e l’obiettivo è renderla il più simile possibile a quella passata, quando tutti erano presenti in ufficio e ti bastava distogliere lo sguardo dallo schermo per parlare con un collega.

Raggiungere questo obiettivo è molto semplice, esistono infatti molti software che permettono di gestire le comunicazioni a distanza e in caso di necessità anche di tenerne traccia, registrando riunioni particolarmente importanti in modo da poterle conservare e riascoltare in caso di necessità; le video call sono un’ottima soluzione per evitare l’isolamento dei propri dipendenti.

Più tempo per la cura della casa 

Se gli altri due punti andavano a sfatare un mito percepito come negativo, questo va a sfatarne uno positivo: lavorando da casa ho più tempo per fare altro!
Affermazione falsa, questo perché un lavoratore da remoto responsabile organizza la propria giornata nel dettaglio, riducendo al minimo le distrazioni e le interruzioni legate alla sfera domestica.

Inoltre, è necessario riorganizzare lo spazio e l’arredamento casalingo, nel limite del possibile, per non correre il rischio di unire lavoro e vita privata; avere un luogo dedicato esclusivamente al lavoro, infatti, aiuta il dipendente ad entrare nella mentalità giusta, sentendosi in ufficio e sufficientemente lontano dalle distrazioni.

Non dimentichiamo che ora (a causa della pandemia) stiamo concependo il lavoro da remoto come lavoro da casa, ma in realtà quando si parla di spazio lavorativo si può intendere anche spazi neutri al di fuori delle mura di casa come le strutture di coworking.

Più tempo per la cura di se stessi

Come per il punto precedente, anche in questo caso il lavoro da remoto non aumenta il tempo libero a disposizione, anzi, il ritmo di vita diventa più frenetico e la giornata lavorativa più impegnativa.

Questo avviene perché, come già scritto in precedenza, si perde il contatto con la realtà; si comincia a lavorare quando si accende il PC e la maggior parte delle volte non ci si ferma neanche per la pausa pranzo, oppure si riduce drasticamente il tempo della pausa stessa.

La conseguenza è un aumento di stress e pressione dovuta anche al fatto di voler dimostrare di essere in grado di lavorare in modo efficiente a casa come in ufficio, mantenendo alti gli standard produttivi, aumentando le ore lavorative a discapito della sfera personale.

Fare il capo da remoto? Impossibile

Non c’è niente di più falso, nello stesso modo in cui i colleghi possono parlarsi tra loro attraverso call o video call, anche il datore di lavoro può relazionarsi con i suoi dipendenti da remoto.

È fondamentale che il responsabile dialoghi con i dipendenti, pianificando le attività da svolgere durante il mese, programmando riunioni periodiche per monitorare l’avanzamento dei task e soprattutto essere a disposizione del singolo per eventuali incomprensioni o malumori esattamente come può succedere in presenza.

Cosa aspettarsi in futuro?

Per alcune aziende lo smart working è stata una scelta imposta che gradualmente sta sparendo, per altre è stata una piacevole scoperta e un notevole aiuto che stanno cercando di mantenere nel tempo.

In generale le organizzazioni in questo momento devono chiedersi se per loro l’introduzione del lavoro da remoto come stile di vita è, o meno, una buona decisione in grado di portare vantaggi.
Solo dopo aver chiarito la propria posizione nei confronti dello smart working sarà possibile prendere una decisione in linea con le proprie aspettative di crescita aziendale.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *