IoT e Integrazione Industriale

Conosci la differenza?

Che differenza c’è tra
IoT e Integrazione Industriale?

Che differenza c’è tra
IoT e Integrazione Industriale?

Quando parliamo di IoT e integrazione industriale spesso possono nascere dubbi o fraintendimenti su ciò che ognuno di questi termini significhi realmente.

IoT

Acronimo di Internet of Things, o Internet delle cose, è sicuramente quello più gettonato in questo particolare periodo storico; lo possiamo trovare, infatti, riferito ad un enorme numero di prodotti o servizi.

Cosa significa davvero?

L’IoT, come concetto, è una rete di oggetti fisici collegati tra loro tramite la rete internet, grazie ad un’apposita infrastruttura.

Qual è il compito di questa infrastruttura?

Un’infrastruttura IoT gestisce molteplici aspetti:

■ connettività
■ sicurezza delle comunicazioni
■ scalabilità
■ aggiornamento del firmware di ogni singolo oggetto
■ comunicazione tra diversi dispositivi.

Questi sono solo alcuni dei servizi che una infrastruttura IoT deve erogare.

Perchè oggetti fisici dovrebbero comunicare tra loro e perché dovrebbero farlo tramite Internet?

Il termostato della nostra abitazione rappresenta lo strumento che ci permette di regolare la temperatura interna delle stanze.
E se lo trasformassimo in un termostato IoT?
Una volta collegato ad una infrastruttura IoT, le sue potenzialità aumenterebbero notevolmente.

Come?
Grazie alla sua capacità di connettersi, potrebbe reperire da solo le informazioni sul meteo della nostra zona, ricevere informazioni sulla mia posizione (tramite l’utilizzo di un’app) e attivarsi da solo quando capisce che mi sto avvicinando a casa o che sto uscendo.
Ma non è tutto!
Un termostato IoT potrebbe scaricare in autonomia i suoi aggiornamenti software, contattare da solo l’assistenza nel caso in cui dovesse rilevare un malfunzionamento dell’impianto e in futuro (perchè no) potrebbe scegliere in autonomia l’operatore con la tariffa più conveniente in funzione dell’analisi di utilizzo.

E i vantaggi per il produttore?
Un oggetto “connesso” permette:
■ la visualizzazione in tempo reale dei parametri di funzionamento
■ un’analisi dei dati per lo sviluppo delle nuove versioni del prodotto stesso.
■ grazie alla possibilità di aggiornare il dispositivo OTA (On The Air) è possibile aggiungere funzionalità (o correggere bug) in automatico su tutti i dispositivi connessi
■ un notevole risparmio in termini economici
■ la scalabilità dell’infrastruttura permette al produttore di non doversi preoccupare dell’aumento di risorse richieste per la gestione della sua flotta di prodotti

IoT

Acronimo di Internet of Things, o Internet delle cose, è sicuramente quello più gettonato in questo particolare periodo storico; lo possiamo trovare, infatti, riferito ad un enorme numero di prodotti o servizi.

Cosa significa davvero?

L’IoT, come concetto, è una rete di oggetti fisici collegati tra loro tramite la rete internet, grazie ad un’apposita infrastruttura.

Qual è il compito di questa infrastruttura?

Un’infrastruttura IoT gestisce molteplici aspetti:

■ connettività
■ sicurezza delle comunicazioni
■ scalabilità
■ aggiornamento del firmware di ogni singolo oggetto
■ comunicazione tra diversi dispositivi.

Questi sono solo alcuni dei servizi che una infrastruttura IoT deve erogare.

Perchè oggetti fisici dovrebbero comunicare tra loro e perché dovrebbero farlo tramite Internet?

Il termostato della nostra abitazione rappresenta lo strumento che ci permette di regolare la temperatura interna delle stanze.
E se lo trasformassimo in un termostato IoT?
Una volta collegato ad una infrastruttura IoT, le sue potenzialità aumenterebbero notevolmente.

Come?
Grazie alla sua capacità di connettersi, potrebbe reperire da solo le informazioni sul meteo della nostra zona, ricevere informazioni sulla mia posizione (tramite l’utilizzo di un’app) e attivarsi da solo quando capisce che mi sto avvicinando a casa o che sto uscendo.
Ma non è tutto!
Un termostato IoT potrebbe scaricare in autonomia i suoi aggiornamenti software, contattare da solo l’assistenza nel caso in cui dovesse rilevare un malfunzionamento dell’impianto e in futuro (perchè no) potrebbe scegliere in autonomia l’operatore con la tariffa più conveniente in funzione dell’analisi di utilizzo.

E i vantaggi per il produttore?
Un oggetto “connesso” permette:
■ la visualizzazione in tempo reale dei parametri di funzionamento
■ un’analisi dei dati per lo sviluppo delle nuove versioni del prodotto stesso.
■ grazie alla possibilità di aggiornare il dispositivo OTA (On The Air) è possibile aggiungere funzionalità (o correggere bug) in automatico su tutti i dispositivi connessi
■ un notevole risparmio in termini economici
■ la scalabilità dell’infrastruttura permette al produttore di non doversi preoccupare dell’aumento di risorse richieste per la gestione della sua flotta di prodotti

IoT

Acronimo di Internet of Things, o Internet delle cose, è sicuramente quello più gettonato in questo particolare periodo storico; lo possiamo trovare, infatti, riferito ad un enorme numero di prodotti o servizi.

Cosa significa davvero?

L’IoT, come concetto, è una rete di oggetti fisici collegati tra loro tramite la rete internet, grazie ad un’apposita infrastruttura.

Qual è il compito di questa infrastruttura?

Un’infrastruttura IoT gestisce molteplici aspetti: connettività, sicurezza delle comunicazioni, scalabilità, aggiornamento del firmware di ogni singolo oggetto fino alla comunicazione tra diversi dispositivi. Questi sono solo alcuni dei servizi che una infrastruttura IoT deve erogare.

Perchè oggetti fisici dovrebbero comunicare tra loro e perché dovrebbero farlo tramite Internet?

Il termostato della nostra abitazione rappresenta lo strumento che ci permette di regolare la temperatura interna delle stanze.
E se lo trasformassimo in un termostato IoT?
Una volta collegato ad una infrastruttura IoT, le sue potenzialità aumenterebbero notevolmente.

Come?
Grazie alla sua capacità di connettersi, potrebbe reperire da solo le informazioni sul meteo della nostra zona, ricevere informazioni sulla mia posizione (tramite l’utilizzo di un’app) e attivarsi da solo quando capisce che mi sto avvicinando a casa o che sto uscendo.
Ma non è tutto!
Un termostato IoT potrebbe scaricare in autonomia i suoi aggiornamenti software, contattare da solo l’assistenza nel caso in cui dovesse rilevare un malfunzionamento dell’impianto e in futuro (perchè no) potrebbe scegliere in autonomia l’operatore con la tariffa più conveniente in funzione dell’analisi di utilizzo.

E i vantaggi per il produttore?
Un oggetto “connesso” permette:
▪ la visualizzazione in tempo reale dei parametri di funzionamento
▪ un’analisi dei dati per lo sviluppo delle nuove versioni del prodotto stesso.
▪ Grazie alla possibilità di aggiornare il dispositivo OTA (On The Air) è possibile aggiungere funzionalità (o correggere bug) in automatico su tutti i dispositivi connessi
▪ un notevole risparmio in termini economici
▪ la scalabilità dell’infrastruttura permette al produttore di non doversi preoccupare dell’aumento di risorse richieste per la gestione della sua flotta di prodotti.

Integrazione Industriale

Cosa si intende?
Per integrazione industriale intendiamo l’insieme di hardware e software.

Funzioni specifiche

▪ Interpreta i protocolli di comunicazione industriale esposti dalle macchine (o da tutta una serie di oggetti) che si intende integrare

▪ Espone le interfacce software in grado di interagire con le logiche applicative come: sistemi ERP, MES o piattaforme di Business Intelligence.

Differenze con l’IoT

RETE LOCALE
A differenza di una rete IoT, l’integrazione industriale lavora all’interno di una rete locale. Questo non significa che i dati in arrivo dalle macchine o dagli strumenti non possano essere mandati a qualche servizio in cloud, ma non avranno lo stesso livello di gestione di un oggetto IoT.
Scopo dell’integrazione industriale, infatti, è fare in modo che i software presenti in azienda possano ricevere ed elaborare informazioni in arrivo dal campo e, all’occorrenza, mandarle agli apparati: questa operazione è detta “bidirezionalità del dato”.

PROTOCOLLI
Altra grande differenza sono i protocolli: una piattaforma di integrazione industriale è in grado di interpretare una svariata quantità di protocolli come il MODBUS TCP, il MODBUS RTU, l’OPC-UA, il Siemens TCP, le Focas Ethernet e una serie di altri protocolli più o meno utilizzati.

CONTINUITA’ DEL SERVIZIO
Parlando di ambiti industriali, inoltre, è necessario ricordare che uno degli aspetti critici è la continuità del servizio: interrompere la comunicazione con i dati di campo, infatti, potrebbe risultare disastroso per i processi aziendali. Per questo motivo, la logica di gestione della connettività risiede solitamente in locale e utilizza reti cablate. Questi due fattori, assieme, abbattono notevolmente la possibilità che qualcosa di esterno alla nostra organizzazione possa minare il corretto funzionamento del sistema di integrazione.

INTEROPERABILITA’
Ulteriore caratteristica di una piattaforma per l’integrazione industriale è la sua interoperabilità, ovvero la capacità di operare in armonia con sistemi più datati o comunque preesistenti; questo è necessario perché, in ambito industriale, il ritmo al quale le apparecchiature si rinnovano è molto più basso se paragonato a quello di un oggetto dedicato al mondo consumer.

Le soluzioni di smeup

smeup ha sviluppato competenze in ambito IoT e integrazione industriale che permettono la raccolta, l’integrazione e la visualizzazione dei dati di campo per l’analisi dei processi e la gestione dei dispositivi connessi.

Soluzioni per l’integrazione dei dati di campo, l’IoT e la gestione di strumenti connessi.

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