Journey to Cloud

La Cloud Journey della Digital Transformation.

La migrazione Cloud: cos’è e perché è importante

La Cloud Migration è un processo informatico che ha come obiettivo quello di spostare i dati e le applicazioni in un ambiente Cloud. Il processo di migrazione può avvenire in due modi:

Da un DATACENTER on premise al CLOUD

Da un Cloud all’altro CLOUD TO CLOUD

Essenzialmente questo processo permette di aumentare il livello di sicurezza e garantire la continuità operativa; va considerato però che non tutti i carichi di lavoro possono trarre beneficio da un’infrastruttura Cloud, ecco perché c’è bisogno di un’attenta analisi e di una strategia ben studiata.
Ma andiamo con ordine…

Cloud Privato, Pubblico o Ibrido?

journey to cloudPrivate Cloud

Si tratta di un ambiente informatico dedicato esclusivamente a una singola organizzazione e gestito internamente o da terze parti. Questo consente di tenere i dati nella stessa struttura, motivo per cui viene considerato come il più sicuro.

journey to cloud Public Cloud

In questo caso i servizi vengono resi su una rete aperta al pubblico e i dati sono depositati su software forniti da un provider esterno. La differenza maggiore con il Private Cloud sta nella sicurezza di rete.

journey to cloudHybrid Cloud

Essendo ibrido è composto da due o più cloud (sia privati che pubblici) che rimangono distinti ma allo stesso tempo integrati, questa tipologia di ambiente cerca di sfruttare i vantaggi dei due modelli precedenti.

Non esiste una scelta migliore dell’altra, bensì la scelta giusta e più adatta alla tua strategia di migrazione.

Eccoci arrivati alla determinazione del nostro Journey to Cloud. Prima di iniziare c’è una tappa zero da rispettare, fondamentale per qualsiasi decisione in qualsiasi campo, l’analisi.
La fase Cloud Impact Analysis serve infatti per avere un quadro chiaro della situazione e delle motivazioni che hanno portato alla migrazione verificando tutti i possibili vantaggi del passaggio al Cloud.

fasi migrazione cloud

Pianificazione
Necessaria per capire quale strategia adottare tra le sei possibili identificate da Gartner, conosciute come le 6R, a seconda della maturità del parco applicativo che deve essere migrato; non mi dilungo ulteriormente (sarà il tema del prossimo capitolo) ma vi elenco queste 6 strategie: Re-hosting / Replatforming / Repurchasing / Refactoring / Retiring / Retaining.

Progettazione
Ora che avete scelto la strategia più adatta alla vostra azienda è giunto il momento di scegliere la tipologia di Cloud. Sì esatto, proprio quelle descritte in precedenza: pubblico, privato, ibrido, oppure affidarsi a servizi quali Google, Azure o AWS.
Come detto in precedenza la scelta giusta è quella che risponde alle vostre esigenze attuali e soprattutto future; è in questo momento che può essere utile affidarsi a uno specialista.
Inoltre è necessario classificare i dati e le app da migrare in ordine di priorità, in base all’impatto sul business e agli sforzi di migrazione richiesti; tutto questo per avere un piano d’azione cronologicamente chiaro e programmato.

Migrazione
Eccoci arrivati alla parte pratica del processo, la migrazione vera e propria che, se pianificata e progettata correttamente, dovrebbe essere la fase più semplice del percorso.
Esistono comunque alcuni accorgimenti e problematiche da tenere presenti come il rispetto delle policy di sicurezza e la pianificazione dei backup.

Convalida
Migrazione finita, è stato un successo? Non puoi dirlo senza prove e per averle ti basterà eseguire un confronto di prestazioni delle applicazioni prima e dopo lo spostamento.

Esistono diverse strategie
di migrazione, per la precisione
quelle definite dall’analista
Gartner sono 6
, le 6R…

  • Re-hosting (“lift and shift”)
    La più adatta per le aziende che non intendono stravolgere l’infrastruttura, bensì semplicemente creare una copia esatta del proprio ambiente attuale nel Cloud.
  • Replatforming
    Questa strategia è una variazione della precedente in quanto l’architettura core delle applicazioni rimane la stessa, sono previste solo alcune modifiche per ottimizzare la migrazione.
  • Repurchasing
    Il riacquisto consiste nello spostamento delle applicazioni verso un nuovo prodotto nativo del cloud e comporta una grande sfida: la perdita di familiarità del codice esistente e la conseguente formazione del team sulla nuova piattaforma.
  • Refactoring
    Chiamato anche rearchitecting prevede la ricostruzione delle applicazioni da zero.
  • Retiring
    Con ritiro si intende la disattivazione di alcune applicazioni che non si ritengono più necessarie, questo succede quando un’azienda accerta che la propria gamma di applicazioni è pronta per il cloud e si accorge di averne di superflue.
  • Retaining
    Rappresenta l’ultima strategia e prevede la non adozione del cloud; infatti, non per tutte le realtà aziendali il cloud rappresenta la soluzione.

I vantaggi ottenibili dalla scelta
di una migrazione in cloud

Riduzione dei costi di hosting
Parlando di cloud spariranno, di conseguenza, tutti i costi relativi al mantenimento di server fisici.

Scalabilità e flessibilità
I servizi basati su cloud adattano automaticamente la capacità in base alla domanda crescente o fluttuante, in questo modo si può diminuire o incrementare le risorse a disposizione per svolgere una determinata funzione.
In quanto a flessibilità invece, i servizi cloud permettono ai team di collaborare sugli aggiornamenti delle applicazioni o sui problemi ovunque si trovino.

Ripristino di emergenza
Fondamentale per tutte le aziende, storicamente costosa per quelle più piccole, è l’implementazione di soluzioni di backup e ripristino che richiedono meno tempo e un investimento iniziale ridotto.

Aumento del livello di sicurezza
Come vedremo nel prossimo capitolo, grazie all’archiviazione dei dati sensibili e delle app in una posizione centrale, il cloud offre maggiore sicurezza rispetto ai data center.

La sicurezza! 

È una delle obiezioni più gettonate durante una discussione e uno dei motivi per cui molte aziende rinunciano a una soluzione cloud: “Ma per quanto riguarda la sicurezza dei miei dati? Chi li sorveglia? Sono veramente più al sicuro in cloud?”
Per rispondere a tutte queste domande e a molte altre che orbitano attorno al problema/vantaggio sicurezza è sufficiente adottare una serie di strategie per ottenere una configurazione della sicurezza nel cloud.

Prima di tutto è opportuno sapere che i dati sono su cloud, quindi su internet, ma ovviamente, come per Gmail o per l’Home Banking, hai bisogno di un nome utente e di una password per accedervi; detto questo e fatto chiarezza sul principale pregiudizio del cloud possiamo analizzare le strategie di configurazione.

Una strategia fondamentale è rappresentata dalla gestione dell’identità e degli accessi. Il sistema di Identity and Access Management serve per controllare l’accesso alle informazioni e permette di decidere chi può accedere ai dati e anche a quali.
Solitamente questo sistema viene affiancato alla strong authentication, un’ulteriore sicurezza in caso di furto di credenziali.

Anche la crittografia è essenziale per trasferire e prelevare dati dal cloud in completa sicurezza. Questa tecnologia permette di proteggere i dati codificandoli e rendendoli impossibili da decifrare senza una chiave di codifica.
In pratica anche in caso di furto i dati sarebbero inutilizzabili in quanto illeggibili.
E per essere sicuri che tutte le nostre strategie funzionino sempre al meglio? Semplice! Grazie ai test di vulnerabilità del cloud è possibile attaccare la vostra stessa infrastruttura per verificarne l’efficacia e apportare migliorie in caso di eventuali punti deboli.

Tutto questo, combinato a una buona rete di sicurezza del datacenter contenente l’hardware del vostro fornitore di cloud, attraverso il controllo dell’accesso diretto con porte di sicurezza, alimentatori ininterrotti, allarmi, protezione antincendio e altro ancora, ti permetterà di sentirti più sicuro e protetto.

I consigli di smeup

Proponiamo ai nostri clienti servizi di BaaS (Backup as a Service) di ambienti fisici e virtuali e servizi di DRaaS (Disaster Recovery as a Service), pensati per rendere semplice la ripartenza dei sistemi del cliente in caso di fail del datacenter principale.

Per concludere mettiamo a disposizione un’infrastruttura IT dinamica completamente virtualizzata per ambienti Open e IBM Power Systems, che può scalare facilmente verso l’alto; questa piattaforma è stata integrata con tecnologie di backup e replica multi piattaforma capaci di garantire massima sicurezza ed il rispetto dei Service Level Agreement offerti ai clienti.

  • Concentrazione sul proprio core business

  • Può essere utilizzato da chiunque

  • Riduzione della formazione per gli utenti

  • Accesso da sedi diverse da quella aziendale

  • Soluzione ecofriendly

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