Hard & Soft skills, i must-have per le organizzazioni

Hard-&-Soft-skills

Tutti parlano di competenze, tutti parlano di Hard & Soft skills, tutti noi le abbiamo e tutti noi sappiamo benissimo quanto sia importante coltivarle. 

Ma cosa sono e a cosa servono davvero? 

C’è un filo conduttore che collega le competenze chiave richieste nel futuro.

Nell’era dell’industria 4.0, di un mondo sempre più connesso, veloce e digitalizzato, le competenze rappresentano risorse sempre più richieste e preziose per il potenziamento della produttività aziendale.
Il futuro delle organizzazioni è condizionato dalla capacità delle persone di cambiare e di adottare logiche di azione e di pensiero coerenti con le necessità di nuovi paradigmi non limitandosi a rimettere in campo le persone ma valorizzando la loro unicità, le loro capacità distintive, la loro intelligenza fluida e la loro creatività per la costruzione di sistemi adatti all’esplorazione condivisa del possibile.

Hard & Soft skills cosa sono?

Come due facce della stessa moneta, si tratta di due elementi interconnessi, ma indipendenti tra loro e che rappresentano, da un lato un bagaglio di conoscenze raggiunto con gli studi durante l’infanzia e l’adolescenza e arricchito poi con l’età, con gli anni di esperienza e approfondimento costanti. Si compongono dal sapere organico e strutturato e sono definite competenze tecniche o Hard skills.

L’altra faccia della moneta, fa da supporto alle conoscenze accumulate consentendo di muovere le conoscenze stesse verso gli obiettivi necessari per produrre risultati ed è caratterizzato dai comportamenti necessari per raggiungere gli obiettivi, cioè dalle capacità individuali e sono definite Soft skills.

Hard & Soft skills, ossia il binomio conoscenze-capacità sinteticamente definite professionalità, sono l’insieme di risorse mentali indissociabili, che permette di operare e agire in maniera produttiva in molte realtà come quella tecnologica, economica, scientifica, sociale sanitaria, formativa, istituzionale ecc.
Un’abbinata che forma la parte intangibile ma sempre più rilevante del patrimonio delle organizzazioni definita capitale umano.
Dal punto di vista individuale le skills costruiscono il prezioso capitale umano che ogni individuo possiede e che rappresenta la leva determinante del reddito che ciascun dipendente riesce a produrre in termini di stipendio, salario e parcella.

Hard & Soft skills a cosa servono?

Ogni tipo di organizzazione ogni figura professionale funziona efficacemente grazie alle Hard & Soft skills perchè valore ed esattezza dei risultati prodotti da organizzazioni o professionisti sono proporzionalmente correlati al valore delle conoscenze e delle capacità necessarie per soddisfare le esigenze di clienti e utenti.
Se non c’è un giusto bilanciamento tra Hard & Soft skills possedute, il lavoratore non sarà in grado di svolgere correttamente i propri compiti.

Bilanciare Hard & Soft skills: una bella sfida?

In un contesto economico, tecnologico, scientifico e sociale come quello attuale caratterizzato dalla continua e spesso turbolenta trasformazione, il presidio completo di Hard & Soft skills non esiste perchè, appunto, caratterizzato dalla necessità di continui aggiornamenti delle conoscenze (le Hard skills) e dalla necessità di miglioramento delle capacità (le soft skills) per non diventare preda di devastanti processi di obsolescenza.

Un aggiornamento che sarà  concretizzabile nella continua formazione che consenta agli individui di trasmigrare velocemente da un settore d’impresa in crisi a un altro che mostra maggiori potenzialità.

Tutti parlano di competenze trasversali o Soft skills ma cosa esattamente?

Si tratta di caratteristiche personali e abilità socio comunicative necessarie per la vita personale e professionale.
Non sono abilità tecniche ma attitudini personali collegate alla conoscenza di sé stessi e all’interazione con gli altri e che permettono di affrontare un problema o una situazione difficile nella maniera più appropriata e di gestire la propria emotività e il proprio tempo in maniera equilibrata.

Le Soft skills sono competenze molto più difficili da acquisire e misurare rispetto alle Hard skills perché investono principalmente la profonda consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza e l’intelligenza emotiva.

Perché le Soft skills sono un must-have per tutti?

Innovare le proprie competenze e contemporaneamente favorire il cambio culturale dei collaboratori: questo l’obiettivo di imprenditori, manager e leader in questa fase di transizione.

Non prendere in considerazione o trascurare le Soft skills rischia di compromettere tutta la costruzione sulla quale poggia la vita professionale di ciascun dipendente d’azienda e di un professionista che presta contributo direttamente ai propri clienti.

La buona volontà e l’impegno non basato sulle necessarie conoscenze e capacità è sterile e, all’atto pratico, può rivelarsi un pericoloso boomerang.

Quando entrano in gioco le Soft skills?

Come già scritto nel 1776 da Adam Smith nel suo trattato sulla Ricchezza delle Nazioni “La ricchezza di una nazione, di un’organizzazione o di una persona è caratterizzata preliminarmente dalla sua competenza (cioè dalla sommatoria delle conoscenze e delle capacità necessarie e adeguatamente possedute)…”. Nell’attuale contesto d’attività caratterizzato da complessi e imprevedibili campi d’azione, le skills entrano in gioco in termini strategici.

Per Smith la ricchezza di una nazione non deriva quindi dalla quantità di risorse naturali o metalli preziosi di cui essa può disporre né è generata solo dalla terra, l’unica risorsa capace di produrre un sovrappiù, ma dal lavoro produttivo in essa svolto e dalla capacità produttiva di tale lavoro.

Hard & Soft skills: come vengono valutate?

Nelle istituzioni formative scolastiche e universitarie, tradizionalmente, la verifica del livello di possesso delle conoscenze (Hard skills) avviene tramite test ed esami;
nei contesti operativi come le organizzazioni, invece, la modalità di verifica delle competenze tecniche da acquisire è basata principalmente sul criterio della valutazione dei curriculum vitae, dei risultati prodotti dai colloqui e dalle prove tecniche.

Discorso a parte è la modalità di valutazione delle capacità personali (Soft skills) che, pur trattandosi di una valutazione affrettata e superficiale fatta sul campo e affidata alla memoria dei “capi”,  risulta più semplice perché basata su osservare e valutare una persona impegnata in attività come parlare in pubblico, negoziare, gestire una riunione, gestire i conflitti o impegnata nella prova di convincimento di un interlocutore.

Appunto perché affrettata, una valutazione del genere soffre di un approccio grossolano estremamente diffuso che spinge a emettere giudizi superficiali e affrettati.

Hard & Soft skills: come implementarle?

Lo sviluppo delle “conoscenze” (Hard skills) è un investimento progressivo e di carattere lineare: più studio, più applicazione, più esperienza equivalgono a maggiore consolidamento di ogni genere di conoscenza.

Lo sviluppo invece dell’espressione delle capacità (Soft skills), esattamente come accade per le abilità motorie in qualsiasi sport, migliorano con la costanza nella pratica: inizialmente sembrerà che non ci siano risultati concreti fino a che si manifesterà il “piccolo miracolo” del successo ottenuto reiterando numerosi tentativi; un miglioramento a “gradoni” quindi e non una continua crescita esponenziale come accade per le Hard skills. 

Come allenare le Hard & Soft skills?

Modalità e accorgimenti per incrementare le Soft skills sono da sempre essenzialmente di natura esperienziale ma, nelle moderne organizzazioni, si è fatto ricorso anche ad attività preparatorie o rinforzanti come il coaching o la formazione al comportamento organizzativo.

Da tempo, soprattutto in ambito sportivo dove la preparazione atletica rappresenta il momento preliminare per affrontare la futura competizione, è stata sperimentata la possibilità dell’auto-miglioramento.

Sebbene nell’ambito professionale non sia sempre possibile una separazione netta tra momento preparatorio e momento della prestazione salvo sacrificare tempo e risorse allontanandosi dal lavoro, è pur vero che esistono innumerevoli “tempi morti” preziosissimi per impostare e svolgere processi di auto-miglioramento: una modalità che rappresenta la nuova frontiera della valorizzazione delle competenze.

Soft skills per il futuro

All’interno di contesti, come quelli attuali, caratterizzati da rapide trasformazioni e sviluppi del sapere tumultuoso, è necessario trovare un giusto bilanciamento all’interconnessione virtuosa tra sviluppo delle Hard skills e incremento delle Soft skills rapportata alla necessità di contrarre i tempi di realizzazione.

Una risposta che va definita e ricercata nel time to mind e in analogia con la formula del time to market perché, soprattutto per le persone e le organizzazioni che operano in mercati altamente competitivi, la progressiva riduzione del time to mind rappresenta una vera e propria leva strategica in grado di far acquisire una forma di vantaggio competitivo professionale basato sull’aumento dell’efficacia e sulla riduzione dei tempi.

Hard & Soft skills: una società moderna basata solo sulla conoscenza?

Non esattamente.
Oggi, superata la società della produzione e del profitto a tutti i costi, siamo passati nella società basata su Hard & Soft skills nella quale si assiste a una continua obsolescenza delle competenze tecniche e dove si rende sempre più necessaria, rapida ed efficace l’attività di apprendimento e miglioramento sia delle Hard skills ma soprattutto delle Soft skills.

La sfida del futuro  sta nel concentrare gli investimenti organizzativi e personali non solo sulle competenze tecnico-professionali, ma soprattutto su quelle trasversali, sulle Soft skills che diventeranno sempre più indispensabili.

Hard & Soft skills: quali sono le Soft skills più richieste da Digital HR e organizzazioni?
  • problem solving: la capacità di sviluppare soluzioni creative e innovative, di comprendere e gestire situazioni difficile in modo veloce ed efficace;
  • pensiero critico: la capacità di analizzare, osservare, trovare soluzioni e prendere decisioni obiettive ed efficaci. Questa skill richiede concentrazione, chiarezza, attenzione, precisione e analisi nella valutazione di vantaggi e rischi delle varie situazioni;
  • creatività: la capacità di reinventare e reinventarsi, di riorganizzare elementi già esistenti trasformandoli, attraverso nuovi stimoli, in qualcosa di nuovo che porti innovazione all’organizzazione;
  • gestione del team: la capacità di stimolare, motivare e valorizzare i talenti dei propri collaboratori e che presuppone intelligenza emotiva ed efficacia decisionale;
  • intelligenza sociale: la capacità di collaborare e coordinarsi con gli altri, di sentirsi parte del team non cercando di primeggiare ma neppure rimanendo in disparte;
  • intelligenza emotiva: la capacità di essere empatici, di comprendere le proprie e le altrui emozioni;
  • decisione e giudizio: la capacità di individuare tra diverse alternative quella che rappresenta la migliore strategia;
  • orientamento al servizio: la capacità di essere rispettosi, premurosi e utili nei confronti delle esigenze altrui;
  • negoziazione: la capacità di mediare traendo il miglior vantaggio dalla situazione;
  • flessibilità: la capacità di adattamento ai cambiamenti e di agire in maniera pro-attiva ai cambiamenti stessi.
Hard & Soft skills: best practice per potenziarle

Secondo numerose evidenze scientifiche, il successo di un lavoro o di un’organizzazione, dipende per 1/3  dalle Hard skills e per il restanti 2/3 dalle Soft skills e sebbene sia risaputo che le Soft skills sono capacità innate in ciascuno di noi, è anche vero che queste si possono apprendere e potenziare con l’esperienza, con l’intelligenza emotiva, con la curiosità, con la voglia di mettersi in gioco a qualsiasi età e attraverso la frequentazione di corsi.

Alcune delle best practice suggerite dai Digital HR sono:

  • uscire dalla propria comfort-zone confrontandosi e lasciandosi ispirare dalla diversità;
  • sfidare l’impossibile sperimentando pensieri e attività ogni giorno nuove e diverse che mantengano viva curiosità e voglia di imparare e mettersi continuamente in gioco;
  • aumentare l’autostima e la fiducia in sé stessi senza mai smettere di credere nel proprio potenziale;
  • sviluppare empatia e saggezza emotiva.

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