Shopping online: “Al mercato con la nonna”

phishing

Quelli un po’ più attempati come il sottoscritto ricorderanno sicuramente il momento in cui la nonna vi portava con sé al mercato per fare la spesa. Nel paese in cui sono nato, il mercato si svolgeva il giovedì: tra bancarelle colorate, brusio di fondo costante e abili imbanditori, la nonna si destreggiava nell’acquisto del miglior prodotto al miglior prezzo.

Ma oggi è ancora così ?

Thanksgiving, Black Friday , Cyber Monday, saldi del dopo Natale, alzi la mano chi non ha atteso uno di questi eventi per acquistare l’oggetto che tanto desiderava!

Un numero sempre crescente di consumatori sceglie di acquistare online piuttosto che in un negozio fisico, talvolta invogliato da sconti a cui è impossibile resistere. Il Singles’ Day, ad esempio, è cresciuto in modo esponenziale e attualmente rappresenta il più grande giorno di shopping del mondo, durante il quale siti asiatici come Alibaba e JD.com sono leader nel mercato online.

Ma con tutto questo shopping online, che rischi ci sono? Gli hacker aspettano con impazienza di approfittare di acquirenti frettolosi e poco accorti, freneticamente alla ricerca di buoni affari. Tentano di rubare le loro informazioni finanziarie in qualsiasi modo possibile e i trucchi sono sempre più sofisticati anno dopo anno. Questo processo è chiamato ‘phishing’, perché come il pescatore gettano l’amo in attesa che un pesce abbocchi.

Qui ci sono i primi 6 segnali per riconoscere il phishing durante la stagione degli acquisti online
1. Sconti troppo belli per essere veri

Proprio come ogni tentativo di pesca inizia con un’esca, così è il caso del phishing. L’esca è spesso sotto forma di un’offerta civetta. Un consumatore vede un prezzo irresistibile su un prodotto che ha sempre desiderato, recapitato via e-mail o in un annuncio pubblicato sui social media, clicca sull’affare e gli viene chiesto di compilare i propri dati personali, come nome e indirizzo, oltre ai dati bancari. Così facendo si inviano queste informazioni direttamente al truffatore. In alternativa, possono creare un sito falso sul quale “finire il lavoro” se alcuni consumatori sono scettici sull’offerta iniziale.

2. Siti falsi

I siti falsi che imitano i siti di shopping popolari durante la stagione dello shopping online, come Alibaba e Amazon, sono preparati con largo anticipo per il grande giorno.
Queste pagine incoraggiano il login per iniziare, cosa che può sembrare normale alla maggior parte dei clienti. Tuttavia, non appena vengono inserite le credenziali, come e-mail/nome utente e password, queste informazioni vengono inviate agli hacker, che potranno accedere al vostro account e rubare qualsiasi informazione personale in esso contenuta.

3. Strane forme di pagamento

Spesso, i truffatori incoraggeranno l’uso di metodi di pagamento bizzarri, come vaglia, bonifici bancari o carte e buoni prepagati. Questi metodi non solo rendono più difficile individuare il destinatario, ma rendono quasi impossibile recuperare i soldi indietro.

4. False Restituzioni

Gli acquisti non sono l’unico modo che i truffatori usano per sabotare le loro vittime. False procedure di reso sono diventate diffuse nel gioco della truffa dell’e-commerce, per cui gli utenti che tentano di effettuare una restituzione compilano le informazioni su un modulo falso che li conduce a un sito web copia del sito su cui hanno effettuato l’acquisto, come ad esempio Amazon, e vengono indirizzati a un falso “centro resi” per compilare maggiori dettagli che i truffatori utilizzeranno e sfrutteranno.

5. Politica di non restituzione

Oltre alle restituzioni false, può anche mancare del tutto una politica di restituzione, il che è insolito per un sito di shopping. Inoltre, la mancanza di una politica sulla privacy, i termini e le condizioni e i dettagli per la risoluzione delle controversie dovrebbero far scattare una bandiera rossa, poiché spesso indicano un sito di phishing.

6. Informazioni sul venditore sconosciute

Anche i siti falsi che non forniscono adeguati dati di contatto del venditore dovrebbero destare preoccupazione.

La prima forma di autodifesa è la consapevolezza, è importante conoscere i pericoli per evitarli soprattutto nei casi di phishing dove l’azione malevola viene innescata dall’utente e non forzata dal Cyber criminale.

Niente panico, ecco l’arma segreta.

Ma quando tutto sembra ormai perduto e la via d’uscita sempre più irta di ostacoli, possiamo sempre ricorrere all’arma segreta e chiederci : “Come faceva mia monna al mercato del giovedì?“

Le regole sono quelle del buon senso, quindi accertarsi che il venditore esista, che la rete da cui vi connettete sia sicura, che esistano certificati SSL sul sito su cui state acquistando, utilizzare metodi di pagamenti sicuri e tracciati.

Le nostre nonne non comprerebbero mai dalla nuova bancarella del pesce il branzino che costa meno solo perché il pescivendolo sconosciuto sostiene sia il più buono!

Buono shopping a tutti!


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Angelo De Bari
Sales Specialist Infrastruttura, Cloud & Security – Gruppo Sme.UP
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