Showroom Sme.UP: monitoraggio impianto di coltivazione in acquaponica

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E’ possibile un cambiamento nei tradizionali modelli di produrre cibo, troppo spesso poco rispettosi dell’ambiente?

Per noi di Sme.UP la risposta è affermativa e si concretizza attraverso produzioni alimentari che abbinino il concetto di sostenibilità alle nuove tecnologie.

La postazione di monitoraggio impianto di coltivazione in acquaponica da noi allestita illustra perfettamente questo concetto.

L’acquaponica – cioè la coltivazione congiunta di pesci e piante in un ecosistema nel quale i batteri convertono le deiezioni dei pesci in sostanze nutritive per le piante – si configura come la soluzione migliore per produrre cibo evitando sprechi e tutelando l’ambiente.

Questo risulta ancor più vero quando l’intero ciclo è supportato da sensori che monitorano e regolano l’intero ciclo di produzione.

Garantire alle piante e ai pesci le migliori condizioni di luce, pH, temperatura offre la possibilità di ottenere grandi rese con il minimo costo e il minor dispendio energetico possibile. Il punto di partenza per ottenere questi risultati è dato da una raccolta puntuale dei dati ambientali che viene notevolmente facilitata grazie alla presenza di sensori dedicati.

Monitoraggio impianto di coltivazione in acquaponica: come lo facciamo?

I sensori offrono inoltre l’opportunità di monitorare le condizioni ambientali in modo costante. Ogni qual volta i valori si discostano da parametri ottimali si può essere avvisati tramite un apposito segnale di allarme che avvisa il coltivatore dell’insorgere di un problema.

Siamo convinti che in un modello complesso come quello dell’acquaponica il controllo completo offerto dalla tecnologia potrà aiutare a raggiungere risultati concreti che consentiranno in un futuro prossimo la diffusione di questa innovativa tecnica di coltivazione.

E’ interessante notare, inoltre, che tutto l’apparato tecnologico di controllo sfrutta le più moderne tecnologie in ottica IoT; grazie infatti ai servizi del Gruppo Sme.UP, tutti i dati provenienti dai sensori vengono raccolti, storicizzati e monitorati direttamente in cloud.

Questo permette la delocalizzazione dell’informazione, rendendola disponibile a chiunque e attraverso qualsiasi dispositivo disponga di una connessione internet.


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