Il mercato del lavoro dopo il Coronavirus: cosa cambierà

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L’emergenza sanitaria dovuta al Covid ha avuto delle pesanti ripercussioni anche sull’economia, costringendo le imprese a subire una brusca battuta d’arresto. Alcune stime prevedono per il 2020 un calo di circa 8% per il PIL italiano. Questo è dovuto anche al fatto che il tessuto economico italiano è composto da molte realtà imprenditoriali di piccole e medie dimensioni, più soggette al rischio di di problemi di liquidità.

Quali sono stati i cambiamenti imposti al mercato del lavoro dopo il Coronavirus ?

Il periodo di lockdown volto a garantire il distanziamento sociale ha costretto tutte le imprese a riprogettare il proprio modo di lavorare, trovando strumenti nuovi per svolgere le proprie attività e farlo in maniera differente. Questo da un lato ha implicato non pochi problemi, soprattutto per tutte quelle realtà che non potevano, per il tipo di attività, attivare il lavoro da remoto. D’altro canto l’emergenza ha sicuramente imposto la necessità di trovare nuovi schemi: non sono solo cambiati gli strumenti o il modo di lavorare, ma sono stati introdotti dei cambiamenti che avranno delle conseguenze sulla stessa cultura lavorativa, per cui il mercato del lavoro dopo il coronavirus non potrà più essere lo stesso. Sicuramente si è appreso che le nuove tecnologie sono alleate delle imprese e che, insieme ai nuovi strumenti di collaborazione digitale, saranno protagoniste per il modo di fare impresa nel futuro. Si è compreso anche che molte cose verso cui tante aziende erano ancora diffidenti, come ad esempio lo smart working,in realtà funzionano e anzi in molti contesti possono funzionare anche meglio rispetto ai vecchi schemi lavorativi.

Sicuramente la componente di digitalizzazione delle attività, come gli incontri in videoconferenza e attività svolte da remoto che abbiamo sperimentato in questo periodo non scompariranno. Molte imprese hanno imparato, proprio grazie al digitale, ad ottimizzare le attività eliminando tempi morti e spostamenti superflui, risparmiando tempi e costi.

Le imprese come stanno affrontando la ripartenza?

La ripartenza è sicuramente caratterizzata da due fattori: la voglia delle imprese di ripartire è la difficoltà della riapertura delle attività in quello che è ancora un periodo di incertezza. Le difficoltà principali sono di due tipi: economico ed organizzativo. Perché le imprese non solo devono fare i conti con i danni subiti a causa del periodo di stop, ma devono anche riorganizzare il proprio modo di lavorare sia in funzione delle norme di sicurezza sanitaria sia in funzione di come sono cambiati gli schemi organizzativi delle altre imprese con cui collaborano o del consumatore stesso che oggi non segue più i comportamenti abituali. Altro problema, non meno importante, e quello delle risorse umane: molti posti di lavoro in questo periodo continuano a vacillare è le aziende rischiano di non riuscire a garantire una stabilità alla proprie risorse a causa del danno economico subito. Un aspetto positivo in questo senso e quello dello stop alle causali per le proroghe o i rinnovi dei contratti varato dal Governo, ma il problema di fondo persiste. 

Come deve cambiare il mercato del lavoro dopo il Coronavirus?

Il mercato del lavoro dopo il Coronavirus sarà sicuramente diverso. Bisognerà adeguarsi alla spinta di cambiamento che questo periodo ha portato nel mondo del lavoro. È importante approfittare di questa spinta per cambiare in modo risolutivo la cultura lavorativa, secondo i principi di responsabilizzazione e maggiore autonomia delle risorse. il lavoro non dovrà, anzi non potrà più essere misurato in base alle ore trascorse di presenza fisica in ufficio, ma in base agli obiettivi raggiunti. E questo permetterà di focalizzarsi molto di più sul trovare metodi più efficaci per svolgere le attività e i risultati da raggiungere per migliorare il business. Altro punto su cui dovrà concentrarsi il mercato del lavoro dopo il coronavirus sarà l’indice di occupabilità delle persone, un aspetto cruciale per il futuro. Bisognerà lavorare sul potenziamento delle competenze delle persone e sulla riconversione di alcune figure professionali a favore di nuove figure che stanno emergendo dal cambio dei paradigmi lavorativi.


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