Aziende e ripartenza: due diversi scenari per la riapertura post Covid

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Dal 4 maggio, l’Italia ha iniziato un lento percorso verso la riapertura, che si è concretizzato maggiormente a partire dal 18 maggio, data che ha visto la ripartenza delle aziende produttive ma anche dei negozi e altri esercizi commerciali al dettaglio. Riapertura delle aziende e ripartenza delle attività commerciali è stato sicuramente il pensiero chiave di questo periodo di lockdown appena terminato, in cui abbiamo visto le ripercussioni della pandemia sul tessuto economico oltre che sociale. Tutte le aziende del territorio hanno infatti subito una forte battuta d’arresto con un peso economico importante.
La ripartenza prospetta sicuramente una prospettiva di miglioramento, ma qual è lo scenario che si aprirà nei prossimi mesi

La situazione ad oggi

Cerved, uno dei principali operatori italiani nella gestione del rischio di credito, ha svolto uno studio che riporta l’analisi delle ripercussioni economiche di questo lockdown sulle aziende italiane e prevede due possibili scenari per i prossimi mesi di riapertura. Lo studio ha stimato che nel 2020 le imprese italiane vedranno un calo del proprio fatturato stimato tra il 12,7% e il 18%, per una perdita tra i 348 e i 457 miliardi di euro.Se la riapertura proseguirà, sicuramente ci sarà una ripresa dell’economia, ma comunque non sufficiente a tornare alla situazione economica pre-Covid. I ricavi, si stima, rimarrebbero comunque inferiori tra il 2,9% e il 4,3% rispetto al 2019. 

Lo studio condotto da Cerved prevede quindi due possibili scenari per la situazione economica italiana dei prossimi mesi, in base alla possibilità di mantenere in via definitiva la riapertura o se un aumento dei contagi costringerà ad un nuovo lockdown. 

Gli scenari per il futuro 

Lo studio prevede quindi uno scenario più soft, in cui non saranno necessari ulteriori periodi di lockdown, e uno più pessimistico, nel caso in cui la curva dei contagi dovesse risalire costringendo a un nuovo periodo di chiusura e di fermo delle attività produttive. Si tratta di un’analisi sviluppata da parte degli analisti di Cerved su modelli statistici per lo cui sono stati monitorati circa 1.600 microsettori e sotto-mercati.

La prima ipotesi, quella secondo la quale non ci saranno ulteriori fermi per le aziende, è quella più ottimista perché il 2021 sarebbe caratterizzato da una fase di recupero. Lo scenario prevederebbe infatti un rimbalzo in positivo della situazione economica delle aziende, anche se si stima che anche nel 2021 la situazione stenterebbe a superare i livelli del 2019.

Il secondo scenario, quello più pessimista, è quello che prevede una difficoltà economica più marcata e una ripresa più lenta, dovute appunto a un ipotetico ritorno al lockdown, che verosimilmente potrebbe essere a livello territoriale ma che avrebbe comunque ripercussioni su tutto il tessuto economico nazionale. 
Questa seconda opzione vedrebbe un calo del fatturato per le imprese italiane di circa il 18% e una riduzione del PIL compresa tra l’8% e il 12%.

I settori più colpiti

Questo periodo di lockdown ha avuto un impatto incisivo per tutte le imprese italiane, ma ha avuto ripercussioni più pesanti per alcuni settori. Quelli che sono stati maggiormente colpiti in questo periodo sono sicuramente quelli dei mezzi di trasporto e della logistica e dei servizi non finanziari, settori che hanno visto un calo tra il 6% e il 7,6%. 

Altra industria duramente colpita dalla pandemia è quella cinematografica e più in generale dello spettacolo, che anche in uno scenario ottimistico, si prevede subirà un calo del 65%, superando le ripercussioni subite dal settore dei trasporti aerei che si stima avranno un calo del 50%, leggermente superiore a quello che si ripercuoterà sulle strutture alberghiere e ricettive e sulle agenzie viaggi che vedranno una riduzione del fatturato di almeno 43%. Anche il settore della ristorazione ha subito in questo periodo una brusca battuta d’arresto e si prevede, nello scenario più ottimistico, una riduzione del fatturato di almeno 33%.

Settori che non hanno subito danni ma hanno visto anche un lieve aumento in questo frangente sono quelli dell’industria chimica e farmaceutica e dell’elettronica e informatica, con una forte crescita del commercio online che vede invece una tendenza positiva con un aumento del 35% circa.

 


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