Ripartenza delle aziende manifatturiere: come affrontare la fase 2

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Dopo il periodo di lockdown per il contenimento della pandemia, ecco che finalmente è arrivata la tanto attesa fase 2, che prevede la riapertura di molte attività produttive e commerciali, tra cui anche la ripartenza delle aziende manifatturiere. Le condizioni per la ripresa delle attività produttive sono ovviamente dettate dal rispetto delle misure di sicurezza sanitaria indicate dalle autorità per il contenimento della diffusione del virus all’interno degli ambienti di lavoro. 

Le aziende devono quindi riorganizzarsi su due fronti: quello del rispetto delle norme di sicurezza sanitaria e quello della ripartenza dell’attività economica, a fronte di un periodo di fermo che avrà ripercussioni non indifferenti per i prossimi mesi. 

  • Sicurezza sanitaria: gli ambienti di lavoro dovranno essere adattati alle norme di sicurezza indicate dalle autorità sanitarie, per cui sarà in molti casi necessario ridisegnare la disposizione e l’organizzazione dei luoghi e le dinamiche delle attività al fine di garantire un sufficiente distanziamento degli operatori durante le attività lavorative. Una possibilità è anche quella dell’introduzione di un maggior numero di sistemi di automazione, in modo da consentire una minor concentrazione di personale all’interno delle aree lavorative. Altra possibilità in questo senso, per il prossimo futuro, sarà quella di un’inversione di tendenza che vede un maggior numero di fabbriche di piccole dimensioni, più distribuite sul territorio e con un quantitativo di personale ridotto, a discapito delle grandi fabbriche di oggi.
  • Valutazione della situazione economica e previsione del rischio: elemento essenziale per la ripartenza delle aziende manifatturiere ma anche di tutte le altre attività produttive è quello di una verifica precisa della situazione economica e una previsione del rischio economico per l’immediato futuro. Ogni impresa deve essere infatti pienamente consapevole del danno economico subito a causa del lockdown e delle ripercussioni che questo avrà anche nei prossimi mesi per poter riprogettare la propria attività economica con piena coscienza della situazione. Questo è molto importante per non rischiare di effettuare azioni che potrebbero compromettere ulteriormente la situazione economica in questi mesi delicati di ripartenza.
  • Capacità predittive: in questo periodo è sicuramente difficile prevedere cosa succederà nei prossimi mesi, ma per le aziende che oggi ripartono è essenziale prevedere dei possibili scenari per il prossimo futuro e stabilire in anticipo le azioni strategiche da porre in essere per ognuno di essi. Ad esempio, non è da escludere che possa essere necessario attuare un nuovo periodo di lockdown, se dovesse esserci una nuova ondata di contagi. E’ quindi opportuno prevedere scenari di questo tipo per non farsi trovare impreparati come invece è successo quando è scoppiata la pandemia. Prevedere alternative per la produzione, predisporre sistemi di fornitura di emergenza per non fermare l’attività produttiva, attuare piani di riorganizzazione rapida della logistica e altre strategie di questo tipo possono fare la differenza. 
  • Organizzazione del lavoro da remoto: se in questo periodo di lockdown il lavoro da remoto è stato ancora di salvezza per molte aziende che grazie proprio allo smart working sono riuscite a mantenere una continuità operativa almeno parziale, è importante che adesso che si potrà di nuovo accedere ai luoghi di lavoro le imprese non accantonino questa modalità lavorativa. Lo smart working, come abbiamo capito in questi mesi, fa parte del lavoro del futuro, ma dell’immediato futuro: è importante investire quindi sull’attuazione e l’ottimizzazione di questa nuova cultura lavorativa, con l’implementazione degli strumenti e delle tecnologie digitali e ampliando la possibilità del lavoro da remoto a un bacino maggiore di figure professionali. 

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