Fondazione Jobs Academy: una lezione nello Showroom Sme.UP

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Una lezione nello Showroom Sme.UP

Venerdì 30 novembre abbiamo ospitato una classe che aderisce ai progetti di Fondazione Jobs Academy nel nostro Showroom. L’obiettivo era innanzitutto ispirare le nuove generazioni e introdurle nel mondo di una tecnologia diversa ma in fondo simile a quella che utilizzano nel quotidiano.

L’altro obiettivo, che rientra nella collaborazione con Fondazione Jobs Academy, era quello di tenere per loro una lezione dedicata al MES (manufacturing Execution System), di cui abbiamo riportato una applicazione nel nostro Showroom.

Le basi della nostra collaborazione con Fondazione Jobs Academy: un corso

Per i ragazzi di Fondazione Jobs Academy stiamo tenendo un corso intitolato Applicazioni per la produzione: strumenti informatici  e metodi organizzativi a supporto della produzione.

C’è una parte dell’informatica che si occupa di organizzare le informazioni, ossia identifica quelle informazioni che sono necessarie a soddisfare le esigenze dell’utente. Obiettivo del corso è insegnare le soluzioni applicative necessarie per la produzione, ossia per la trasformazione del materiale, la gestione della logistica, la pianificazione ed il controllo della qualità.

Premesse al corso

Questa parte dell’informatica è chiamata “applicativa” ed è disgiunta dal motore tecnologico, ossia da quegli strati di programmi che si occupano di dialogare con il silicio, le schede, gli storage, le CPU , la tastiera ed il video.

La parte applicativa si preoccupa di gestire le informazioni relative ai processi e trasformarle secondo logiche definite dagli utenti.

Questa materia è tutt’ altro che scontata: l’utilità del sistema informativo di una azienda manifatturiera dipende in gran parte dalle scelte “applicative” che vengono fatte. Sapere dove posizionare un livello di distinta, o come impostare le chiavi di rottura della giacenza , permette di ottenere la performance dell’azienda: consegne puntuali ai clienti, magazzino contenuto, costi contenuti, etc.

Se si identifica l’informatica con la sola programmazione si fa lo stesso errore di chi confonde la progettazione industriale con l’utilizzo del CAD!

Informatica e CAD

Proviamo a spiegare la metafora: quando si progettava con il tecnigrafo ( 1900-1980), ossia con il pennino a china e la lametta da barba per cancellare, il progettista doveva pensarci bene prima di tirare una linea ed impostare una quota. Soprattutto, quando veniva richiesto  di progettare una nuova molla, egli per prima cosa cercava tra i progetti di molla già eseguiti un riutilizzo di quelle molle, e trovandola la proponeva. In questo modo si avevano meno articoli nell’anagrafico, più standardizzazione, meno obsolescenza a magazzino, meno fornitori da certificare, etc.

Con l’introduzione del CAD (1980-   …), disegnare modificando un progetto già esistente è diventato facilissimo, quindi di fronte all’esigenza di una nuova molla il progettista CAD mediocre  crea un nuovo progetto giusto cambiando un dettaglio di poco conto, ma portando quindi la fabbrica a dotarsi di più articoli, cicli, giacenze, costi, obsolescenze, etc.

Nell’informatica può succedere la stessa cosa se di fronte ad un problema da risolvere: invece di trovare la soluzione nei programmi che già ci sono riutilizzandoli intelligentemente , ci si mette a creare un nuovo programma giusto perché ci sono programmatori a disposizione. Nuovi programmi portano ad un costo di gestione del sistema informativo alto, propagazione di errori, etc.

Ecco perché poniamo l’accento sull’informatica applicativa, e cerchiamo di divulgare le best practice applicative a chi dovrà risolvere i problemi informatici della fabbrica.


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