Fase 2: gli incentivi per PMI e le misure a sostegno della liquidità

Fase 2: gli incentivi per PMI e le misure a sostegno della liquidità

Con la fase 2, che vede la ripartenza delle attività produttive e commerciali dopo il periodo di lockdown, il Governo ha varato ulteriori misure per sostenere le imprese in questa fase di ripartenza, principalmente attraverso i decreti Liquidità e Rilancio. Tra le diverse norme emanate sono presenti  anche diversi incentivi per PMI e altri provvedimenti a sostegno delle attività produttive italiane.

Innanzitutto, il Governo ha emanato, all’interno del Decreto Rilancio, una misura per consentire alle aziende di disporre dei requisiti necessari per la ripartenza, ovvero la sanificazione degli ambienti di lavoro. Il provvedimento prevede infatti un credito d’imposta pari al 60% delle spese sostenute per la sanificazione dei locali lavorativi e per l’attuazione delle regole di sicurezza volte a contenere il contagio fino ad un importo massimo di 80.000 euro. Ma vediamo gli altri incentivi proposti dal Governo.

Finanziamenti con fondo di garanzia per le PMI

Il Decreto Liquidità, emanato dal Governo il 9 aprile, prevede la possibilità per le imprese di accedere a finanziamenti con Fondo di Garanzia per sovvenzioni fino a 25.000 Euro per poter ottenere la liquidità necessaria a fronteggiare questo momento di emergenza. Le aziende, attraverso una procedura semplificata, possono richiedere una garanzia pari al 100% per i nuovi finanziamenti, a titolo gratuito.

La sospensione dei versamenti fiscali

Il Decreto Liquidità prevede anche, per dare un maggior margine di respiro economico alle imprese,  la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi  per tutte le aziende che nei mesi di marzo e aprile hanno subito una riduzione del fatturato a causa dell’ emergenza Coronavirus di almeno il 33% per le aziende con sede nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza o del 50% per tutte le altre zone del territorio.

I versamenti, relativi ai redditi del lavoro dipendente, contributi previdenziali e assistenziali, premi di assicurazioni obbligatorie e imposte sul valore aggiunto, avranno nuovo termine entro cui essere effettuati per il 30 giugno 2020.

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali

L’incentivo è volto a supportare le aziende che intendono investire in nuovi beni strumentali, sia di natura materiale che immateriale, che siano utili all’ innovazione tecnologica e digitale dei processi di produzione.
Il Governo riconoscerà quindi alle imprese un credito d’imposta per beni materiali:

  • Pari al 40% per la quota di investimento fino ad un importo di 2,5 milioni di euro
  • Pari al 20% per la quota di investimento oltre ai 2,5 milioni di euro e comunque entro un costo massimo di 10 milioni di euro.

Per gli investimenti relativi a beni immateriali, che siano funzionali alla trasformazione digitale dei processi produttivi, è previsto il riconoscimento di un credito d’imposta pari al 15% delle spese sostenute fino ad un importo massimo di 700.000 euro.

Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design

Questo provvedimento ha l’obiettivo di incentivare gli investimenti sulla ricerca e sullo sviluppo dell’innovazione tecnologica a sostegno dell’evoluzione digitale delle imprese ma anche dello sviluppo della sostenibilità ambientale delle realtà imprenditoriali italiane.
L’incentivo riconosce un credito d’imposta del 12% fino ad un massimo di 3 milioni di euro alle imprese che svolgeranno attività di ricerca e sviluppo e sperimentazione in campo scientifico e tecnologico per l’industria.
E’ previsto inoltre un credito d’importa per le attività di innovazione tecnologica volta al rinnovamento o al miglioramento dei processi produttivi:

  • Pari al 6% dei costi sostenuti fino ad un importo massimo di 1,5 milioni di euro
  • Pari al 10% sempre nel limite di 1,5 milioni di euro per attività volte all’innovazione in ottica 4.0 o di innovazione ecologica.
  • Pari al 6% per un limite massimo di 1,5 milioni di euro per investimenti volti alla realizzazione di nuovi prodotti di design e ideazione estetica.
Credito d’imposta formazione 4.0

Il provvedimento relativo al credito d’imposta per la formazione 4.0 è volto ad incoraggiare gli investimenti delle imprese nella formazione del personale sulle materie aventi ad oggetto le tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.
Per le spese relative alla formazione del personale in merito all’impiego delle tecnologie di trasformazione tecnologica e digitale dell’azienda, la misura prevede un credito d’imposta rispettivamente del:
50% per un massimo annuale di 30.000 euro per le piccole imprese
40% per un massimo annuale di 250.000 euro per le medie imprese
30 % per un massimo annuale di 250.000 euro per le grandi imprese

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *