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Riforma del Codice sulla Crisi d’Impresa: Sme.UP trasforma i tuoi dati in opportunità!

Non avete ancora famigliarizzato con vocaboli come OCRI, indicatori di allerta o liquidazione giudiziale?

Allora vi consigliamo di leggere le prossime righe per avere un quadro generale della riforma della crisi d’impresa e dell’impatto che avrà sulle nostre imprese.

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della Crisi d’Impresa

Giovedì 02 aprile dalle 14.30

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Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza

Il 14 febbraio 2019 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. n. 4/2019, che ha introdotto il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (c.d. CCII), attuando la delega contenuta nella Legge n. 155/201 e con cui viene rivisto completamente l’impianto normativo che disciplina le procedure concorsuali.

Il primo punto da sottolineare è che il cambiamento imposto è prima di tutto culturale: l’obiettivo principale è, infatti, quello di accrescere la cultura delle PMI italiane per fare in modo che siano in grado di dotarsi di strumenti e procedure idonei ad individuare situazioni critiche dal punto di vista della solvibilità prima che queste sfocino in vere e proprie crisi irreversibili. Ma il cambiamento culturale è anche a livello giudiziario: con questa norma vengono privilegiate soluzioni e strumenti che assicurino la continuità aziendale e la risoluzione della crisi, l’attenzione si rivolge sempre più, quindi, alla tutela dei debitori.

La riforma entrerà in vigore nel suo complesso il 15 agosto 2020, anche se alcune norme sono già entrate in vigore il 16 marzo 2019 e avranno ripercussioni nelle nostre aziende già nelle prossime settimane. Ma vediamo nel dettaglio i principali punti della riforma soffermandoci su quelli che avranno degli impatti operativi sulle nostre aziende e tralasciando, per ora, le modifiche intervenute a livello di responsabilità degli amministratori e di risarcimento dei danni.

Modifica lessicale

La nuova riforma cancella il termine ‘Fallimento’ e parla invece di ‘Liquidazione giudiziale’ allineandosi alla terminologia già in essere in altri paesi europei come Spagna e Francia.

Procedure aziendali

Uno dei punti cardine della riforma è l’obbligo posto in capo all’imprenditore di istituire all’interno dell’azienda un assetto organizzativo/amministrativo adeguato in grado di rilevare tempestivamente le potenziali situazioni di crisi e di perdita della continuità aziendale. L’attenzione principale è, quindi, rivolta all’autodiagnosi: le imprese dovranno periodicamente valutare il loro equilibrio finanziario e la loro sostenibilità del debito attivandosi per l’adozione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale (art.375).

Si sottolinea che l’obbligo è già in essere dal 16 marzo 2019.

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Organi di controllo

Vengono ridotte le soglie dimensionali per l’obbligo di nomina di organi di controllo (sindaco o revisore dei conti) nelle srl (art. 379).

Attualmente sono obbligate alla nomina dell’organo di controllo entro il 16/12/2019 le srl che per 2 esercizi consecutivi superano (o hanno superato) uno dei seguenti parametri:

  • Totale attivo patrimoniale: 4 milioni di euro
  • Ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro
  • Dipendenti occupati in media nell’esercizio: 20 unità

Nel caso in cui la società superi le soglie previste ma non nomini il sindaco/revisore entro 30 giorni, la norma prevede la nomina d’ufficio da parte del Tribunale, su segnalazione del conservatore del Registro delle Imprese o da parte di qualunque interessato.

Operativamente, quindi, tutte le S.r.l. di piccole dimensioni che abbiano giù superato le soglie negli esercizi 2017 e 2018 hanno l’obbligo di nominare Sindaco o Revisore entro il 16 dicembre 2019, termine ultimo fissato dal legislatore per adeguarsi alla riforma.

Si sottolinea che le associazioni di settore (Confindustria, CNDEC, ecc.) hanno già richiesto una revisione delle soglie e una proroga della data entro è cui è obbligatoria la nomina dell’organo di controllo.

È la sigla con cui tutti chiameremo l’Organismo indipendente di Composizione della Crisi: si tratta di un organo appositamente costituito all’interno delle camere di commercio e a cui dovranno essere inviate le segnalazioni di potenziali situazioni critiche.

Le segnalazioni potranno essere fatte pervenire in tre modalità:

  • Dagli organi di controllo aziendale che rilevino possibili situazioni di crisi e che, quindi, sono obbligati ad inviare la segnalazione all’OCRI
  • Dai grandi debitori pubblici (Agenzia delle Entrate, INPS, Agenzia della Riscossione) nel caso in cui i contributi non vengano versato entro certe tempistiche e superino determinate soglie, anche qui la segnalazione all’OCRI è obbligatoria
  • Su base volontaria da parte dell’imprenditore che può così accedere alla composizione assistita della crisi cercando di risolvere (a pagamento) in collaborazione ad un pool di esperti la situazione di criticità

All’interno della riforma è stata definita la necessità di pubblicare un elenco di indici in grado di monitorare la solvibilità aziendale. Si tratta di indicatori pubblicati in forma di bozza dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili che, insieme ad ulteriori valutazioni degli organi di controllo possono far partire la procedura di allerta e la segnalazione all’OCRI.

Gli indici di allerta sono attualmente al vaglio del MISE che potrà confermarli in modo definitivo o procedere a modifiche/integrazioni.

Obiettivo di questi indici è quello di dare evidenza della sostenibilità dei debiti per almeno i sei mesi successivi e delle prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso o, qualora la durata residua dell’esercizio sia inferiore a 6 mesi, per i sei mesi successivi.

La riforma in analisi ridefinisce in parte gli stati patologici dell’impresa già noti (insolvenza, crisi e sovraindebitamento) e introduce un nuovo concetto di ‘Allerta’. Si tratta di una fase che precede quelle patologiche e che ha l’obiettivo di valutare la presenza della crisi in seguito alle segnalazioni ricevute e ad individuare lo strumento più adeguato per superarla.

Per aumentare le chances che la crisi aziendale venga risolta prima che diventi palese e, da ultimo, irreversibile sono stati introdotti gli Strumenti di allerta che si basano su due cardini:

  • Le procedure di monitoraggio aziendale viste sopra (interne ed esterne tramite gli organi di controllo)
  • La definizione di indici in grado di rilevare squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario.

Conclusioni

Abbiamo brevemente analizzato i punti fondamentali su cui si poggia la riforma ma quali azioni dovranno intraprendere le nostre imprese nelle prossime settimane per adeguarsi?

Sarà prima di tutto necessario verificare se le nostre aziende superano le soglie di nomina dell’organo di controllo. Se è così dovremo procedere al più presto all’individuazione e alla nomina di questo soggetto (la scadenza è fissata per il 16/12/2019).

Fatto questo dovremo preoccuparci di approfondire le procedure attive all’interno delle nostre aziende per comprendere se queste siano già idonee a monitorare e garantire la continuità aziendale. Le prime analisi statistiche non sono infatti confortanti: un’indagine Cerved commissionata dal Ministero della Giustizia ha, infatti, rilevato che il 55% delle imprese italiane potrebbe essere coinvolto in procedure di allerta se la riforma dovesse essere definitiva già oggi.

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